Medico di Torino smonta punto per punto le obiezioni al vaccino anti Covid-19

Le considerazioni del Dott. Ottavio Davini riportano alcune inesattezze e necessitano di alcuni chiarimenti. Approfondiamo l’argomento con alcune riflessioni in questo post.

Questo è l’articolo originale del Dott. Davini: https://www.quotidianopiemontese.it/2021/01/01/medico-di-torino-smonta-punto-per-punto-le-obiezioni-al-vaccino-anti-covid-19/

Innanzitutto nei vaccini covid (ad es. AstraZeneca) è presente dna da feti umani i cui effetti non sono stati adeguatemente studiati perchè servono anni di osservazione per capirne le implicazioni ergo chi fa questo vaccino è di fatto una cavia da laboratorio.

Se il vaccino Covid è così sicuro, ci chiediamo: come mai il Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI) inglese ha pubblicato il 3 dicembre 2020, prima dell’inizio della somministrazione del vaccino nel Paese, una serie di indicazioni tra cui si riporta quanto segue?

Gravidanza – Non ci sono ancora dati sulla sicurezza dei vaccini COVID-19 in gravidanza, né da studi sull’uomo né su animali. Data la mancanza di prove, JCVI favorisce un approccio precauzionale e attualmente non consiglia la vaccinazione COVID-19 in gravidanza. Le donne devono essere avvisate di non farsi avanti per la vaccinazione se possono essere incinte o stanno pianificando una gravidanza entro tre mesi dalla prima dose.
https://www.gov.uk/government/publications/priority-groups-for-coronavirus-covid-19-vaccination-advice-from-the-jcvi-2-december-2020/priority-groups-for-coronavirus-covid-19-vaccination-advice-from-the-jcvi-2-december-2020

Il Dott. Davini fa leva, poi, su un presunto principio di autorevolezza in base al quale ci si dovrebbe vaccinare per il fatto che a consigliarlo sono “scienziati-esperti” e gli ignoranti dovrebbero fidarsi ciecamente sottovalutando però due aspetti: la grave corruzione delle multinazionali farmaceutiche che ha permesso di ridurre al minimo la soglia di attenzione agli effetti avversi dei vaccini nei processi di ricerca precedente all’introduzione in commercio (per cui tutte sono state più o meno ripetutamente condannate a multe milionarie) e il grave problema della autoreferenzialità della cosidetta comunità scientifica, talmente grave da essere denunziato dal capo redattore del Lancet, non un minchiolino qualsiasi.  https://www.thelancet.com/pdfs/journals/lancet/PIIS0140-6736%2815%2960696-1.pdf

C’è, poi, un tema di fondo che riguarda non solo i vaccini ma tutti i processi industriali e cioè che lo stesso trattamento/prodotto debba andare bene così per tutti indipendentemente dalla storia personale di ciascun cittadino/consumatore/paziente. Questo può andare bene finchè il soggetto può scegliere liberamente come decidere ma quando si impone un obbligo, o se ne paventa l’introduzione, tutta la riflessione muta nei presupposti e nelle conseguenze si veda ad es. il tema troppo sottovalutato dei risarcimenti per i danni vaccinali che sono estremamente difficili da conseguire data la complessità giuridica e tecnica nel rilevare il nesso di causalità tra vaccino e danno.
Questa regola per cui per avere risarcimento servono anni non è però rispettata, a contrariis, quando con estrema rapidità si cassano invece eventi avversi come non connessi al vaccino, ma su questo punto servirebbe una disamina specifica che in questa sede non è possibile.

I media e i politici (e qualche medico sul quale il dott. Davini giustamente stende un velo pietoso) hanno giocato male la loro partita: ecco, qua concordiamo nel rilevare la solerte e chirurgica attività di depistaggio e confusione creata da media e politici. Ci viene però da sorridere di fronte all’ingenuità del dottore che sembra imputare questo atteggiamento ad una presunta e casuale imprudenza/imperizia: chi si occupa di comunicazione o fa giornalismo per professione sa bene quando, quanto e come dosare l’informazione. Quindi, apprezzando e condividendo l’intento di contribuire al dibattito in modo pacato e sereno, suggeriamo al nostro dottore di analizzare più a fondo anche questo ambito in modo un po’ più smaliziato.

La Verità - 03/01/2021

La Verità – 03/01/2021

In ultima analisi, se esistono molti dubbi sui vaccini covid è altrattanto vero che nella nostra legislazione oltre all’art. 32 della Costituzione esiste anche il principio di precauzione (https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_precauzione) e tanto dovrebbe bastare a confermare la legittimità della libera scelta vaccinale e garantire maggiore tutela alla libertà di pensiero e di espressione a quanti manifestano queste perplessità evitando un clima medievale da caccia alle streghe e dando spazio a queste voci nel contraddittorio nelle reti pubbliche e nel dibattito civile.

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