UE e Merkel lanciano la crociata contro “complottisti” e populisti

La cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo aver ufficializzato la propria candidatura per ottenere il quarto mandato consecutivo, ha annunciato di voler prendere provvedimenti contro la diffusione di notizie false riconducibili alla “teoria della cospirazione”, da lei ritenute responsabili della manipolazione dell’opinione pubblica del web, con particolare riferimento all’aumento dei populismi nei social media. “Con l’avvento della globalizzazione è cambiato qualcosa anche nel dibattito politico, che ora si svolge in un ambiente completamente nuovo. Le opinioni non si formano come 25 anni fa,” ha detto la cancelliera tedesca. Come riportato da France 24: “Oggi abbiamo siti falsi, troll, applicazioni ed entità virtuali che vanno ad influenzare le opinioni con alcuni algoritmi con i quali dobbiamo imparare a confrontarci”.  Il cancelliere ha detto che la sfida per i democratici è sempre stata “Raggiungere e ispirare le persone, ma pare che il progetto stia fallendo”. Angela Merkel ha sostanzialmente suggerito che il momento della censura è arrivato :“Dobbiamo affrontare questo fenomeno e, se necessario, regolarlo”. In tal senso, ha detto di aver avviato iniziative di governo per reprimere “la diffusione dell’odio” sui social media, così da poter dare risposta alle “preoccupazioni per la stabilità delle famiglie” in quanto, come ha tenuto precisare: “il populismo e gli estremismi politici stanno crescendo nelle democrazie occidentali “.  Spero di avere il diritto di sospettare che le preoccupazione della Merkel siano legate al prossimo appuntamento elettorale che la vedrà protagonista in contrapposizione alle componenti da lei definite populiste. (ndr)

Gli avvisi della Merkel arrivano una settimana dopo che Google e Facebook, scottati dalle perdite conseguenti alla chiusura dei siti di notizie false che pare abbiano fortemente influenzato l’esito della campagna elettorale degli Stati Uniti, hanno rivelato di essersi dotati di uno “strumento” pronto ad attuare la censura regionale.

Nel frattempo, mentre la Merkel lanciava da Berlino la guerra dell’Europa alle “notizie false”, i burocrati europei si portavano un passo avanti e, con una mossa shock, Mercoledì il Parlamento europeo ha votato su una risoluzione non legislativa che invita l’UE a “rispondere alle guerra dell’informazione della Russia”, indicando le testate giornalistiche come i siti russi RT e Sputnik tra i più pericolosi strumenti della propaganda russa .eu-parliament_0
Un totale di 691 legislatori hanno partecipato al voto: 304 hanno votato a favore della risoluzione denominata “comunicazione strategica europea per contrastare la propaganda contro di essa da parte di terzi”, 179 hanno votato contro e 208 si sono astenuti dal voto. (vergogna dico io!). I promotori del documento richiedono strumenti adeguati a contrastare la presunta campagna disinformativa della Russia a proposito di Daesh, ISIS o ISIL…a seconda dei casi. Scritto da un membro polacco del gruppo europeo Conservatori e Riformisti (ECR), Anna Fotyga, il rapporto ha affermato che Mosca avrebbe lo scopo di “fomentare la paura e dividere l’Europa”, e ha chiesto l’istituzione di misure per affrontare la minaccia della propaganda russa. Il rapporto suggerisce che Mosca fornirebbe sostegno finanziario ai partiti e alle organizzazioni di opposizione negli Stati membri dell’UE, causando la disintegrazione all’interno del blocco. In altre parole: per contrastare la presunta propaganda russa, l’Europa sta scatenando tutto quel che possiede,per opporre una formale contro-propaganda. Come risultato della votazione, la Russia è ora accusata di “guerra dell’informazione”, con entità quali i canali televisivi, i siti di informazione, gli organi di partito delle opposizioni ecc.

Non vengono menzionati i blogger come il sottoscritto, ma è chiaro che, semmai passasse una legge riportante le medesime parole che costituiscono la risoluzione appena votata, chiunque di noi volesse diffondere opinioni avverse al progetto europeo sarà passibile di censura e, non va escluso, repressione di varia natura.

Fonte: Eskander

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