DAL 1°GENNAIO, 14 BANCHE ITALIANE PRONTE A FALLIRE

(http://www.stampalibera.com)
Mentre il nuovo governo portoghese ha deciso di tutelare i risparmi
dei cittadini salvando le banche con denaro pubblico (cosa che fece
anche l’Inghilterra ai tempi della crisi del 2008 ad esempio con Royal
Bank of Scotland, nazionalizzandola, bonificandola e poi rivendendola
guadagnandoci pure sopra una discreta sommetta), il governo non eletto
del premier fiorentino, va avanti a testa bassa nell’applicare “quello
che ci chiede l’Europa”, con un atto di fede (o di stupidità) degno di
migliori cause.

Diciamoci la verità: se l’Europa vi chiedesse di buttarvi dal balcone, lo fareste? Chiaramente no, eppure il premier non eletto è quello che vi sta chiedendo per rispettare i dettami europei sui salvataggi bancari, riassunti nelle parole “bail in”, che però il governo italiano poteva tranquillamente rifiutare di accettare, tanto quanto
la Germania – bloccando l’intero meccanismo dell’unione bancaria della zona euro voluta e perorata da Mario Draghi in persona, fosse poco –
ha rifiutato la salvaguardia a livello europeo dei conti correnti fino a 100.000 euro. Per la Germania, ciascun Paese dell’eurozona deve badare a sè stesso, quando si tratta di garantire i conti correnti. Capito bene?

Voltando pagina, ma dello stesso sciagurato libro titolato “Banche
fallite, risparmiatori rapinati dal governo Pd” è proprio di questi
giorni, l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci di
VenetoBanca, una delle grandi malate del sistema italiano, della
quotazione in borsa e della svalutazione delle proprie quote da 40 a
poco più di 7 euro, con una perdita secca di 3,3 miliardi di euro per
88.000 piccoli azionisti, la maggior parte pensionati e non certo
avidi speculatori. Già, perché VenetoBanca aveva emesso anni fa
prestiti obbligazionari che poi erano stati convertiti in azioni per
cercare di salvare la baracca. La stessa banca ha circa 5 miliardi di
euro di crediti deteriorati.

E VenetoBanca non è certo l’ultima dei malati italiani, visto che la
lista delle banche in amministrazione controllata continua ad essere
bella lunga.

C’è da dire che dal primo gennaio, quindi fra pochi giorni, la
situazione potrà solo che peggiorare, per i clienti delle banche,
visto che entreranno definitivamente in vigore le norme europee, il
famoso “bail in”, che sarebbe meglio chiamare “buttati dalla
finestra”, come dicevamo prima.

Perché, cari clienti delle banche, dal primo gennaio, in caso di
dissesto della banca, pagheranno tutti e caro: azionisti,
obbligazionisti subordinati, obbligazionisti normali, correntisti
(teoricamente sopra i 100.000 euro, in realtà anche quelli sotto,
visto che il fondo di garanzia interbancario non ha risorse
sufficienti  a coprire la situazione). Che dire? Potrebbe essere un
inizio d’anno col botto.

La cosa stupefacente è che mentre in Islanda i banchieri responsabili
del disastro sono finiti in galera, seppure con pene lievi,
nell’italico stivale si sta facendo di tutto perché rimangano
impuniti. Chiaramente, il fatto che il padre di un ministro sia
coinvolto in uno scandalo bancario è una pura coincidenza e peste lo
colga chi pensa che il governo abbia agito in palese conflitto
d’interessi. Quelle sono cose che capitavano coi governi di
centrodestra, ora che governa il sol dell’avvenire renzista è tutto
trasparente e al massimo si tratta di qualche peccato veniale. Quando
si suol dire due pesi e due misure…

Tornando a voi, cari risparmiatori, ricordatevi che l’italico stivale,
regnante Monti I l’Austero, ha finanziato pesantemente con i vostri
soldi il fondo di stabilità europeo, cui la Spagna ha attinto più
volte per salvare le sue banche. Esatto, cari contribuenti, voi avete
aiutato i cittadini spagnoli a non perdere i loro soldi, mentre la
Commissione europea guarda con grande stima e apprezzamento Matteo il
Magnifico rifiutare qualsiasi tipo di intervento pubblico a tutela del
vostro risparmio, cosa che collide un po’ anche con la costituzione
della repubblica italiana che all’articolo 47 recita “La Repubblica
incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina,
coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del
risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà
diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario
nei grandi complessi produttivi del Paese.”

Direi che quanto abbiamo visto in questi giorni è quanto meno in
contrasto con quanto riporta la Magna Charta italica. Ma, si sa, per
il premier non eletto, la Costituzione è un optional di cui si può
tranquillamente fare a meno. In fondo, lui le elezioni mica le ha
vinte per sedere dove sta.

In fondo, in tutti i regimi, morire per la patria è stato considerato
un gesto di grande valore, e siccome oggi in questa UE sempre più
simile all’URSS sono le banche a comandare, morire per salvare la
banca in cui avete messo i vostri sudati risparmi sarà sicuramente
apprezzato, meglio ancora se prima di andare in pensione.

In un simile frangente, il consiglio che ci sentiamo di darvi è quello
di suddividere il vostro patrimonio tra più banche, possibilmente non
collegate da rapporti societari, e di tenere una discreta fetta di
denaro liquido, pronta a qualsiasi eventualità.

Qui di seguito, per concludere, riportiamo l’elenco aggiornato delle
banche in amministrazione controllata

Banca Pop. di Etruria
BCC Terra d’Otranto
Istituto per il credito sportivo
Cassa di risparmio di Ferrara
Cassa di risparmio di Loreto
Banca popolare dell’Etna
Banca popolare delle province calabre
Banca di Romagna
BCC Irpina
Banca delle Marche
Cassa di risparmio di Folgaria
Credito trevigiano
Banca di Cascina
Banca Brutia

E se le cose andassero un filo peggio di come già vanno, alla lista
dovrà essere aggiunta anche Veneto Banca.

Togliendo dalla lista, anzi non mettendocela proprio Veneto Banca,
quando le banche di questo elenco falliranno, non meno di un milione
di risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni (di tutti i
tipi!) e gli azionisti perderanno tutto.

Luca Campolongo

Fonti
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/veneto-banca-ha-due-miliardi-perdite-gennaio-verit-1206795.html
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/lislanda-risorge-crisi-punendo-banchieri-e-politici-881375.html
http://www.jus.unitn.it/cardozo/Obiter_Dictum/cost/art47.htm
http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2015/banche-italiane-commissariate/index.shtml

FONTE:
http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=4629#.VnrQiyfgsT0.facebook

Tratto da:

http://www.stampalibera.com/index.php?a=31087

 

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