Se Atene affonda, Berlino incassa

(Fonte: altrenotizie.org)

Cosi fra il 2009 e il 2014 gli istituti tedeschi hanno ridotto la propria esposizione verso la Grecia da 45 a 13,51 miliardi di euro, scaricando il peso sulle spalle dei contribuenti di tutta l’Unione. Solo che la Germania, grazie al contemporaneo crollo dei tassi d’interesse sul proprio debito, e’ riuscita a fare in modo che la crisi producesse un guadagno anche per le casse pubbliche, al contrario di quanto e’ avvenuto in tutti gli altri Paesi coinvolti nel salvataggio di Atene.

Alla luce di tutto questo, non sorprende che la Germania continui ad opporsi alla ristrutturazione del debito greco, un intervento che invece Fmi e Usa chiedono a gran voce, poiche’ rappresenta l’unica strada praticabile per rimettere l’economia ellenica su una traiettoria di sostenibilita’, sottraendola al perverso e potenzialmente infinito schema Ponzi degli aiuti internazionali (debiti nuovi per ripagare i debiti vecchi). Eppure, dal loro punto di vista, i tedeschi hanno ragione. Perche’ mai risolvere in modo definitivo una crisi cosi redditizia?

(Tratto da: http://www.altrenotizie.org)

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