Documento interno dell’industria USA stila la strategia per costruire incertezza sulla scienza del clima

ClimateDeceptionDossier2(Fonte: znetitaly.altervista.org)

di Union of Concerned Scientists ”’ 2015

 

L’American Petroleum Institute ”’ di cui fanno parte le societa’ BP, Chevron, ConocoPhillips, ExxonMobil e Shell ”’ elaboro’ un piano per dichiarare ‘vittoria’ sulle politiche climatiche costruendo incertezza sulla scienza del clima, come provato da un documento strategico del 1998 fatto trapelare [in bozza ”’n.d.t.].

***

COMUNICAZIONE SULLE SCIENZE DEL CLIMA GLOBALE (GCSC)

PIANO D’AZIONE

Obiettivo del progetto

Una maggioranza del pubblico statunitense, compresa la dirigenza dell’industria, riconosce che nelle scienze del clima esistono considerevoli incertezze e percio’ suscitano interrogativi in coloro che (ad esempio il Congresso) disegnano il corso futuro degli Stati Uniti sul cambiamento climatico globale.

Il programma sara’ misurato in base all’obiettivo. Prima del lancio del programma sara’ effettuata una misurazione dell’atteggiamento del pubblico nei confronti del cambiamento climatico e la stessa misurazione sara’ effettuata in uno o piu’ intervalli ancora da definire nel corso dell’attuazione del piano.

La vittoria sara’ conseguita quando:

  • I cittadini medi ‘comprenderanno’ (riconosceranno) le incertezze delle scienze del clima; il riconoscimento delle incertezze sara’ divenuto ‘opinione comune’;
  • I media avranno ‘compreso’ (riconosciuto) le incertezze delle scienze del clima;
  • La copertura mediatica riflettera’ un equilibrio sulle scienze del clima e il riconoscimento della validita’ dei punti di vista che contestano l”opinione comune’ attuale;
  • L’alta dirigenza dell’industria comprendera’ le incertezze delle scienze del clima, diventando ambasciatrice piu’ forte presso coloro che plasmano la politica climatica;
  • Quelli che promuovono il Trattato di Kyoto sulla base della scienza esistente appariranno fuori contatto con la realta’.

Realta’ attuale

A meno che il ‘cambiamento climatico’ non diventi un non-problema, cioe’ che la proposta di Kyoto sia sconfitta e non ci siano altre iniziative per bloccare la minaccia del cambiamento climatico, non puo’ esserci nessun momento in cui possiamo dichiarare vittoriosi i nostri sforzi. Sara’ necessario creare misure per il tentativo della scienza di segnare progressi nel conseguimento dell’obiettivo e nel successo strategico.

3 aprile 1998

 

 

COMUNICAZIONE SULLE SCIENZE DEL CLIMA GLOBALE (GCSC)

PIANO D’AZIONE

 

Analisi della situazione

Nel dicembre del 1997 l’amministrazione Clinton ha concordato a Kyoto, Giappone, un trattato per ridurre le emissioni di gas serra per prevenire quelli che pretende essere i cambiamenti al clima globale causati dal continuo rilascio di tali emissioni. I cosiddetti gas serra hanno molte origini. Ad esempio il vapore acqueo e’ un gas serra. Ma l’iniziativa dell’amministrazione Clinton, se alla fine approvata dal Senato statunitense, avra’ principalmente effetti sulle emissioni derivanti dalla combustione di combustibili fossili (benzina, carbone, gas naturale, ecc.).

Nell’evolversi del dibattito sul cambiamento climatico quelli che si oppongono all’iniziativa hanno principalmente sostenuto che firmare un simile trattato mettera’ gli Stati Uniti in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alla maggior parte delle altre nazioni, e che lo stesso sara’ estremamente costoso da mettere in atto. La maggior parte del costo sara’ sostenuta dai consumatori statunitensi che pagheranno prezzi piu’ elevati per la maggior parte dell’energia e dei trasporti.

La teoria del cambiamento climatico promossa dai sostenitori del trattato si basa principalmente su modelli di previsione con un elevato grado d’incertezza. In realta’ non e’ noto con certezza se (a) il cambiamento climatico si sta effettivamente verificando o (b) nel caso cosi fosse, se gli esseri umani abbiano una qualche influenza su di esso.

Nonostante queste debolezze del sapere scientifico, quelli che si oppongono al trattato hanno fatto poco per costruire un caso contro l’iniziativa precipitosa sul cambiamento climatico basata sull’incertezza scientifica. In conseguenza l’amministrazione Clinton e i gruppi ambientalisti hanno avuto essenzialmente campo libero. Hanno condotto un efficace programma di propaganda per convincere il pubblico statunitense che il clima sta cambiando, che ne siamo responsabili noi umani e che dobbiamo fare qualcosa al riguardo prima che la calamita’ ci colpisca.

I gruppi ambientalisti sanno di aver avuto successo. Commentando la recente copertura mediatica del cambiamento climatico dopo i negoziati di Kyoto, Tom Whaten, vicepresidente esecutivo del National Environmental Trust, ha scritto:

”¦ Tanto importanti quanto la misura della copertura mediatica sono stati il tono e il tenore di essa. In una svolta da soli sei mesi fa la maggior parte dei servizi dei media non ha piu’ presentato il riscaldamento climatico come solo una teoria su cui scienziati ragionevoli possono dissentire. La maggior parte degli articoli ha descritto le previsioni del riscaldamento globale come la posizione di un numero schiacciante degli scienziati di riferimento. Che la comunita’ ambientalista abbia, in larga misura, sistemato la questione scientifica con i media USA e’ l’altro grande successo che e’ iniziato forse diversi mesi prima ma e’ diventato evidente durante Kyoto’.

Poiche’ la scienza alla base della teoria del cambiamento globale del clima non e’ stata contrastata efficacemente nei media o attraverso altri canali che raggiungono il pubblico statunitense, c’e’ un’ignoranza diffusa che opera a favore del trattato di Kyoto e contro i migliori interessi degli Stati Uniti. In effetti il pubblico e’ stato molto ricettivo ai piani dell’amministrazione Clinton. C’e’ stata poca, se mai c’e’ stata, resistenza o pressione sul Congresso per respingere il trattato, salvo dai ‘pezzi grossi di Washington’ con interessi personali.

Inoltre, dal punto di vista politico, e’ difficile per gli Stati Uniti opporsi a un trattato unicamente per motivi economici, per quanto validi i problemi economici siano. Diventa troppo facile per gli altri dipingere gli Stati Uniti come difensori del proprio stile di vita a scapito delle piu’ vaste preoccupazioni dell’umanita’. Questo argomento, a sua volta, costringe i negoziatori a fare concessioni che non sono state ben meditate e che alla fine possono fare piu’ danno che bene. E’ questo il processo che si e’ svolto a Kyoto e che e’ molto probabile si ripeta a Buenos Aires nel novembre del 1998.

I sostenitori del riscaldamento globale hanno avuto successo grazie a un’abile presentazione fuorviante della scienza e alla misura dell’accordo sulla scienza, mentre l’industria e i suoi partner hanno ceduto la scienza e si sono battuti su temi economici. Tuttavia se potremo mostrare che la scienza non appoggia il trattato di Kyoto ”’ cosa che ritengono molti veri scienziati del clima ”’ cio’ pone gli Stati Uniti in una posizione morale piu’ forte e libera i loro negoziatori dalla necessita’ di fare concessioni per difendersi da preoccupazioni economiche percepite come egoistiche.

In questo quadro la Squadra delle Comunicazioni sulla Scienza del Clima Globale (GCSCT) ha sviluppato un piano d’azione per informare il pubblico statunitense che la scienza non appoggia le precipitose iniziative che Kyoto vorrebbe imporre, creando cosi il clima perche’ siano adottate le decisioni politiche giuste. Nello sviluppare il piano la squadra ha preso in considerazione i risultati di un nuovo sondaggio d’opinione.

Il sondaggio del Charlton Research su 1.100 ‘statunitensi informati’ suggerisce che anche se gli statunitensi attualmente percepiscono il cambiamento climatico come una grave minaccia, l’opinione pubblica e’ aperta al cambiamento sulla scienza del clima. Una volta informati che ‘alcuni scienziati ritengono che non ci siano prove sufficienti che suggeriscono che (quello che e’ chiamato cambiamento climatico globale) e’ un cambiamento a lungo termine dovuto al comportamento e alle attivita’ umane, il 58 per cento degli intervistati ha affermato che erano piu’ inclini a opporsi al trattato di Kyoto. Inoltre meta’ degli intervistati ha coltivato dubbi sulla scienza del clima.

I membri del GCSCT che hanno contribuito allo sviluppo del piano sono: A. John Adams, John Adams Associates; Candace Crandall, Science and Environmental Policy Project; David Rothbard, Comittee for a Constructive Tomorrow; Jeffrey Salmon, The Marshall Institute; Lee Garrigan, Environmental Issues Council; Lynn Bouchey e Myron Ebell, Frontiers of Freedom; Peter Cleary, Americans for Tax Reform; Randy Randol, Exxon Corp.; Robert Gehri, The Southern Company; Sharon Kneiss, Chevron Corp.; Steve Milloy, The Advancement of Sound Science Coalition e Joseph Walker, American Petroleum Institute.

Il piano d’azione e’ dettagliato nelle pagine che seguono.

 

Strategie e tattiche

I. Programma nazionale di relazioni con i media: sviluppare e attuare un programma nazionale di rapporti con i media per informarli delle incertezze della scienza del clima, per generare copertura mediatica nazionale, regionale e locale sulle incertezze scientifiche e in tal modo educare e informare il pubblico, stimolandolo a sollevare domande ai decisori politici.

Tattiche: queste tattiche saranno intraprese tra ora e il prossimo congresso sul clima a Buenos Aires, Argentina, a novembre 1998 e saranno proseguite in seguito secondo necessita’. Le attivita’ saranno lanciate non appena il piano sara’ approvato, saranno ottenuti i finanziamenti e organizzate e dispiegate le risorse necessarie (ad esempio consulenza in pubbliche relazioni). In ogni caso l’implementazione tattica sara’ pienamente integrata con altri elementi di questo piano d’azione, con speciale riguardo alla Strategia II (Centro Dati Nazionale sulla Scienza del Clima).

  • Identificare, reclutare e addestrare una squadra di cinque scienziati indipendenti perche’ partecipi alla presenza mediatica. Si trattera’ di persone che non hanno una lunga storia di visibilita’ e/o partecipazione ai dibattiti sul cambiamento climatico. Questa squadra, piuttosto, sara’ composta da facce nuove che aggiungeranno le loro voci a quegli scienziati riconosciuti che gia’ si fanno sentire.
  • Sviluppare un kita’ d’informazione sulla scienza del clima globale per i media che includa documenti sottoposti a revisione paritaria che invalidino l”opinione comune’ sulla scienza del clima. Tale kita’ includera’ anche comunicazioni comprensibili, tra cui schede informative che presentino le incertezze scientifiche in un linguaggio che i media e il pubblico possano comprendere.
  • Condurre sessioni informative a cura di scienziati con addestramento mediatico per i giornalisti scientifici dei venti mercati mediatici di vertice, utilizzando i kita’ d’informazione. Distribuire i kita’ d’informazione ai quotidiani a livello nazionale con l’offerta di scienziati per informare i giornalisti di ciascun quotidiano. Sviluppare e distribuire a livello nazionale servizi giornalistici radiofonici con la presenza di scienziati e offrire scienziati perche’ appaiano nei talk show radiofonici di tutto il paese.
  • Produrre e distribuire un flusso costante di informazioni sulla scienza del clima via fax e e-mail a giornalisti scientifici di tutto il paese.
  • Produrre e distribuire attraverso associazioni e direttamente a i giornali a livello nazionale un flusso costante di editoriali d’apertura e lettere al direttore scritte da scienziati.
  • Convincere uno dei maggiori giornalisti televisivi nazionali (ad esempio John Stossel) a produrre un servizio che esamini le basi scientifiche del trattato di Kyoto.
  • Organizzare, promuovere e condurre attraverso organizzazioni di base una serie di dibattiti/seminari a livello di campus/comunita’ sulla scienza del clima in 10 tra gli stati piu’ importanti nel corso del periodo da meta’ agosto a ottobre 1998.
  • Prendere in considerazione di utilizzare la pubblicita’ per segnalare le incertezze scientifiche in mercati selezionati a sostegno di iniziative nazionali, regionali e locali (ad esempio seminari/dibattiti) come appropriato.

Bilancio del Programma mediatico nazionale: 600.000 dollari piu’ pubblicita’ a pagamento.

 

II. Fonte di Informazioni sulla Scienza del Clima Globale: Sviluppo e Realizzazione di un programma per infondere scienza credibile e responsabilita’ scientifica nel dibattito globale sul clima, in tal modo suscitando domande riguardo al, e invalidare il, ‘sapere scientifico prevalente’. La strategia avra’ il vantaggio aggiuntivo di mettere a disposizione una piattaforma di critica credibile e costruttiva alla posizione dell’opposizione sulla scienza.

  • Creare un Centro Dati sulla Scienza del Clima Globale (GCSDC). Il GCSDC sara’ creato a Washington come fondazione educativa non a fini di lucro con un comitato consultivo di rispettati scienziati del clima. Il personale sara’ inizialmente costituito da professionisti prestati da varie societa’ e associazioni con un interesse principale al cambiamento climatico. Questi dirigenti porteranno con se’ sapere ed esperienza nelle aree seguenti:
  • Storia generale della ricerca sul clima e processo IPCC;
  • Relazioni con il Congresso e conoscenza della posizione dei singoli senatori sul tema del clima;
  • Conoscenza di scienziati chiave del clima e della loro posizione;
  • Capacita’ di identificare e reclutare fino a 20 rispettati scienziati del clima per operare nel comitato consultivo scientifico;
  • Conoscenza e competenza nelle relazioni con i media e rapporti consolidati con giornalisti, editorialisti e autori in tema di scienza ed energia;
  • Competenza nell’organizzazione di base; e
  • Organizzazione e amministrazione di campagne.

 

Il GCSDC sara’ diretto da un alto dirigente dinamico con grande dedizione personale agli obiettivi della campagna e facile accesso a dirigenti dell’industria a livello di amministratori delegati. Il Centro sara’ gestito, per quanto riguarda la normale amministrazione, da un direttore esecutivo con la responsabilita’ di assicurare il rispetto degli obiettivi. Il Centro sara’ finanziato a un livello che gli permettera’ di avere successo, compresi finanziamenti per contratti di ricerca che possano essere considerati appropriati per coprire i vuoti nella scienza del clima (ad esempio una completa critica scientifica della ricerca dell’IPCC e delle sue conclusioni).

  • Il GCSDC diverra’ una risorsa di riferimento sulla scienza del clima per membri del Congresso, dei media, dell’industria e per ogni altro interessato. Sara’ in contatto costante con i migliori scienziati del clima e assicurera’ che le loro scoperte e idee ricevano appropriata attenzione. Offrira’ loro il supporto logistico e morale che e’ loro mancato. In breve, sara’ una solida alternativa scientifica all’IPCC. Le sue funzioni comprenderanno:
    • Fornire una raccolta di dati facilmente accessibile (compreso un sito web) di tutte le informazioni della scienza ufficiale del clima;
    • Identificare tutti i maggiori scienziati la cui ricerca in questo campo sostiene la nostra posizione e stabilire rapporti cooperativi con loro;
    • Stabilire rapporti collaborativi con altre organizzazioni scientifiche tradizionali (ad esempio meteorologi, geofisici) per far pesare le loro opinioni nel dibattito, come appropriato.
    • Sviluppare occasioni per massimizzare l’impatto di idee scientifiche coerenti con le nostre presso il Congresso, i media e altri uditori chiave;
    • Controllare e operare da sistema di avviso immediato per gli sviluppi scientifici con il potenziale di influenzare il dibattito sulla scienza del clima, a favore e contro;
    • Reagire alle affermazioni degli allarmisti scientifici e dei media;
    • Mettere a disposizione fondi per la promozione della scienza del clima, come ritenuto appropriato.

Bilancio del Centro Dati sulla Scienza del Clima Globale: 5.000.000 di dollari (spalmati al minimo su due anni)

 

III. Campagne e Educazione Diretta Nazionali: Sviluppare e Realizzare un programma di contatti diretti per informare e educare membri del Congresso, dirigenti statali, dirigenti dell’industria e insegnanti/studenti sulle incertezze della scienza del clima. Questa strategia mettera’ in grado il Congresso, i dirigenti statali e quelli dell’industria di sollevare domande talmente serie sulle basi scientifiche del trattato di Kyoto che i decisori della politica statunitense non solo si rifiuteranno di avallarlo, ma cercheranno di prevenire progressi in direzione della sua attuazione al Congresso di Buenos Aires di novembre o attraverso altre vie. Informare insegnanti/studenti sulle incertezze della scienza del clima iniziera’ a erigere una barriera contro altri tentativi di imporre misure di tipo Kyoto in futuro.

Tattiche: L’informazione e l’educazione di membri del Congresso e dirigenti statali e dell’industria saranno intraprese non appena il piano sara’ approvato, saranno ottenuti i finanziamenti e saranno messe in campo le risorse necessarie e proseguiranno attraverso Buenos Aires e nel futuro prevedibile. Il programma di coinvolgimento di insegnanti/studenti sara’ sviluppato e lanciato agli inizi del 1999. In tutti i casi l’implementazione tattica sara’ pienamente integrata con altri elementi di questo piano d’azione.

  • Sviluppare e condurre attraverso il Centro Dati sulla Scienza del Clima Globale sessioni d’informazione scientifica per il Congresso, i governatori, i legislatori statali e i leader dell’industria entro agosto 1998;
  • Sviluppare kita’ d’informazione sulla scienza del clima mirati specificamente alle necessita’ di dirigenti governativi e dell’industria da usare congiuntamente con, o separatamente da, aggiornamenti di persona per diffondere ulteriormente informazioni sulle incertezze della scienza del clima e in tal modo dare armi a queste persone influenti per sollevare seri dubbi sul problema del clima;
  • Organizzare nell’ambito del GCSDC un ‘Gruppo speciale di educazione scientifica’ che servira’ come punto di approccio all’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze (NSTA) e ad altre influenti organizzazioni di educazione scientifica. Collaborare con la NSTA per sviluppare materiali scolastici che presentino un quadro credibile ed equilibrato della scienza del clima per l’utilizzo in classe a livello nazionale;
  • Distribuire materiali d’istruzione direttamente alle scuole e attraverso organizzazioni di base di partner delle scienze del clima (aziende e organizzazioni che partecipano a questo sforzo).

Bilancio del Programma di Approccio Diretto: 300.000 dollari.

 

IV. Finanziamento/allocazione dei fondi: Sviluppare e Realizzare un programma per ottenere finanziamenti e distribuire fondi per assicurare che il programma sia portato avanti efficacemente.

Tattiche: questa strategia sara’ messa in atto non appena avremo via libera per procedere.

  • Potenziali fonti di finanziamento sono state identificate in: American Petroleum Institute (API) e suoi membri; Business Round Table (BRT) e suoi membri; Edison Electric Institute (EEI) e suoi membri; Independent Petroleum Association of America (IPAA) e suoi membri; e National Mining Association (NMA) e suoi membri.
  • Potenziali distributori di fondi sono stati identificati in: American Legislative Exchange Council (ALEC); Committee For A Constructive Tomorrow (CFACT); Competitive Enterprise Institute; Frontiers of Freedom e The Marshall Institute.

Fondi totali richiesti per attuare il programma fino a novembre 1998: 2.000.000 di dollari (una parte considerevole del finanziamento per il GCSDC sara’ differita al 1999 e oltre).

 

MISURAZIONI

Per seguire i progressi saranno utilizzati vari metri. Queste misurazioni andranno decise per approfondire il piano d’azione e possono includere:

  • Sondaggi d’opinione base di pubblico/dirigenti governativi e successivi sondaggi periodici di confronto sulla percentuale di statunitensi e dirigenti governativi che riconoscono considerevoli incertezze nella scienza del clima.
  • Monitoraggio della percentuale di servizi mediatici che sollevano domande sulla scienza del clima.
  • Numero di membri del Congresso esposti ai nostri materiali sulla scienza del clima.
  • Numero di comunicazioni sulla scienza del clima ricevute da membri del Congresso da parte dei loro elettori.
  • Numero di apparizioni in talk show radiofonici di scienziati che mettono in discussione la ‘prevalente ‘¦ [testo incompleto nell’originale ”’ n.d.t.]
  • Numero di insegnanti/studenti raggiunti con le nostre informazioni sulla scienza del clima.
  • Numero di giornalisti scientifici informati e che scrivono sulle incertezze della scienza del clima.
  • Pubblico totale esposto alla copertura giornalistica, radiofonica e televisiva delle incertezze della scienza.

 

Da Z Net ”’ Lo spirito della resistenza e’ vivo

=”http://www.znetitaly.org/”>www.znetitaly.org

Fonte: =”http://www.ucsusa.org/global-warming/fight-misinformation/climate-deception-dossiers-fossil-fuel-industry-memos#.VbC1GpUw99A”>[www.ucsusa.org]

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2015 ZNET Italy ”’ Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)

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