Ttip, valanga di proteste su meccanismo risoluzione controversie minaccia accordo

 A sollevare la contrarietà contro il meccanismo internazionale di risoluzione delle controversie è il fatto che, se questo fosse attuato, una multinazionale o una qualsiasi società che investe in un Paese avrebbe la facoltà di sfidare il governo nazionale di quel Paese attraverso il ricorso a procedure di arbitrato internazionale, scavalcando di fatto l’ordinario sistema giudiziario. Secondo i critici potrebbe essere quindi usato per aggirare le salvaguardie nazionali su temi come salute, alimentazione, ambiente. L’opposizione, mostrano le risposte, è particolarmente forte in Paesi decisamente “pesanti” all’interno dell’Ue. “Il 35% delle risposte sono arrivate dalla Gran Bretagna mentre un altro 30% da Austria e Germania”, riporta Malmstrom, aggiungendo che il 70% delle risposte è arrivato da 7-8 Paesi.

Dopo l’analisi dei risultati della consultazione sull’Isds la Commissione è costretta a constatare che c’è “un notevole scetticismo” e prende tempo promettendo di dialogare con la società civile.

Non si tratta semplicemente di un considerevole numero di pareri contrari: quello che ha sommerso la Commissione europea è UE, USAun vero tsunami di risposte negative, dubbi e obiezioni. Un anno fa l’esecutivo comunitario ha lanciato una consultazione pubblica sull’aspetto più controverso del già discusso accordo commerciale tra Usa e Stati Uniti: il cosiddetto Isds (Investor-State Dispute Settlement), ovvero il meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori stranieri e Stato. Ebbene ora la risposta è arrivata. Anzi, di risposte ne sono arrivate ben 150 mila, oltre cento volte quelle mai arrivate in qualsiasi precedente consultazione in ambito commerciale. E di queste oltre il 97% esprimeva parere negativo.

Fonte: EUNews.it

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