Lo sciopero degli stranieri

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Si avvicina la giornata di protesta del 1 marzo.

L’iniziativa e’ stata indetta da una sessantina di comitati sul territorio e non coinvolgera’ soltanto gli immigrati, ma anche i cittadini italiani decisi a sostentenere la protesta.

Il colore scelto per la giornata sara’ il giallo e gli organizzatori hanno chiesto a tutti di appendre alle finestre drappi in segno di sostegno verso i migranti e Stefania Ragusa, presidente del coordinamento nazionale ed animatrice della manifestazione, ha dichiarato: “Sara’ il nostro segno di riconoscimento”.

“Chi non puo’ scioperare – ha aggiunto Ragusa-  perche’ non ha copertura sindacale o perche’ non puo’ abbandonare il posto di lavoro avra’ la possibilita’ di aderire idealmente indossando qualcosa di giallo. Sara’ il modo per far sapere a tutti che sostiene le ragioni dell’iniziativa. C’e’ chi non scioperera’ sul posto di lavoro, ma il 1 marzo fara’ uno ‘sciopero degli acquisti’, chi invece si unira’ ai cortei e alle manifestazioni organizzate sul territorio. Ci sono diverse forme per partecipare”.

Per la presidente del coordinamento “e’ importante che non si parli dell’iniziativa come di un semplice sciopero ‘etnico’ degli immigrati. u una forma ghettizzante di considerare una manifestazione che si propone piuttosto come uno sciopero per i diritti messo in atto da un ampio schieramento ‘meticcio’ che non puo’ essere sminuito o inquadrato ma che al contrario si propone come un articolato movimento di opinione”.

Lo ‘sciopero degli stranieri’ e’ un’iniziativa della societa’ civile che ha trovato spazio anche sul web. Sono gia’ piu’ di 50mila le adesioni raccolte sulla pagina di Facebook ‘primomarzo2010′ e comitati sono nati a Roma, Milano, Genova, Bologna, Napoli, Palermo e in altre citta’ italiane.

Gli organizzatori si sono ispirati alla manifestazione ‘La journe’e sans immigre’s: 24h sans nous’, che in Francia sta preparando per la stessa data uno sciopero degli immigrati.

Nel manifesto di convocazione si legge: “Primo marzo 2010, una giornata senza di noi e’ un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico. Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano”.

I promotori hanno spiegato che la decisione di organizzare per il 1 marzo “E’na grande manifestazione non violenta dal respiro europeo, non solo con la Francia che con la ‘Journe’e sans immigre’s, 24h sans nous’ ci ha ispirato, ma anche con la Spagna, la Grecia e gli altri Paesi che si stanno via via attivando. Vogliamo stimolare insieme a loro una riflessione seria su cosa davvero accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via”.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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