Cresce il mercato delle armi


CRESCE MERCATO DELLE ARMI, ‘E’ UNA SCONFITTA PER LA PACE’ COMMENTA MISSIONARIO

Il mercato mondiale degli armamenti sta attraversando una fase di allarmante crescita. L’indicazione emerge da un rapporto del Congresso degli Stati Uniti, secondo il quale il settore degli armamenti è cresciuto dell’8 per cento nel 2000, raggiungendo un fatturato totale di 36,9 miliardi di dollari [oltre 78mila miliardi di lire]. ‘E’ un dato triste e preoccupante al tempo stesso, che testimonia sicuramente una sconfitta – ha detto alla MISNA padre Marcello Storgato, commentando la notizia – ogni crescita nella produzione degli armamenti, infatti, rappresenta una battuta d’arresto per la produzione della pace’. Il missionario ha poi puntato il dito contro i Paesi che fanno parte del Patto atlantico e soprattutto contro gli Stati Uniti che, stando ai dati, sono i produttori leader nel settore bellico. Si calcola che abbiano assorbito oltre la metà del fatturato dello scorso anno, circa 18,6 miliardi di dollari. Seconda nella vendita di armi risulta la Russia, che ha stipulato contratti per 7,7 miliardi di dollari, seguita da Francia [4,1 miliardi], Germania [1,1 miliardi], Gran Bretagna [600 milioni], Cina [400 milioni] e Italia che ha fornito armi per 100 milioni di dollari. Secondo il documento, i principali clienti del mercato bellico sono i Paesi in via di sviluppo, che hanno contribuito per quasi tre quarti al fatturato totale. I maggiori acquirenti sono risultati nel 2001 gli Emirati Arabi Uniti, che hanno speso per sistemi d’arma 6,4 miliardi di dollari [quasi 14mila miliardi di lire]. Al secondo posto c’è l’India, con ordini per 4,8 miliardi, e al terzo la Corea del Sud, con 2,3 miliardi di dollari. ‘Questi dati non mi sorprendono – ha osservato padre Storgato – gli Emirati Arabi, e più in generale la penisola arabica, rappresentano forse il mercato più importante a livello mondiale. Raramente questi Paesi utilizzano concretamente le armi che comprano. Più spesso le girano ad altri, interessati ad un rifornimento meno alla luce del sole. La cosa più triste – ha aggiunto – è che l’incremento nelle vendite rappresenta un dato che va in controtendenza rispetto alle indicazioni emerse negli ultimi anni’. L’Italia, anche se con un profilo minore, continua ad alimentare il mercato delle armi e ad investire nei capitoli di bilancio della difesa. ‘L’Italia ha stanziato oltre 5 mila miliardi di lire per la costruzione della nuova portaerei – ha concluso il sacerdote – mentre allo sminamento umanitario sono stati destinati 29 miliardi in tre anni’. [di Nicolò Gasparini]

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