Biodiesel – www.e-coop.it


Energia pulita con il biodisel
di Raffaella Galli

Un carburante ricavato dagli oli vegetali. Non produce sostanze inquinanti ed ha una elevata biodegradabilità .. Quanto pesano gli elevati costi di produzione. Ci aveva pensato anche Rudolf Diesel, l’ingegnere tedesco che sul finire del secolo scorso inventò il motore che porta il suo nome valutando la possibilità di farlo funzionare con oli vegetali.

Tutti gli oli vegetali possono dare origine a carburanti utilizzabili nei motori diesel. Nelle nostre regioni ci si può servire dell’olio ricavato dai semi della colza, del girasole e anche della soia. Per ragioni di prezzo e di resa migliori, alle nostre latitudini é da preferire la colza. Una pianta erbacea utilizzata come foraggio per le vacche, dai cui fiori gialli maturano semi neri e tondi, ricchi di sostanze grasse.Da una superficie di un ettaro di terreno coltivato a colza si ottengono 2,5 tonnellate di semi la cui spremitura fornisce circa una tonnellata d’olio. è da quest’olio che si può ricavare una quantità quasi equivalente di combustibile, utile sia per il riscaldamento che per l’autotrazione.

In realtà gli oli vegetali non possiedono le caratteristiche chimiche e fisiche idonee a sostituire il gasolio; sono caratterizzati da un’eccessiva viscosità , un basso indice di cetano, una temperatura limite di filtrabilità troppo elevata e un rischio di incrostazioni del motore. La trasformazione degli oli vegetali in carburante utile per i motori diesel, tuttavia, é possibile e relativamente facile, mediante una reazione chimica semplice e poco costosa. Si fa reagire l’olio con un alcool (etanolo o il più economico metanolo) per ottenere la glicerina e un estere dell’olio vegetale; quest’ultimo, chiamato biodiesel, é perfettamente compatibile con il gasolio e perciò utilizzabile, senza modifiche tecniche, in tutti i motori e gli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio. In attesa di un definitivo sostituto del petrolio e in risposta ai suoi continui aumenti di prezzo, il biodiesel acquista interesse anche per i risvolti positivi sull’ambiente. La sua sostituzione, parziale (miscele) o totale al gasolio tradizionale, comporta una considerevole riduzione delle principali emissioni inquinanti nell’aria. Il biocarburante é totalmente privo di zolfo, quindi non produce anidride solforosa e non é responsabile della formazione di piogge acide. Non contiene idrocarburi policiclici aromatici né composti aromatici; non sono presenti metalli pesanti come il piombo e il cadmio.

Meno emissioni
Anche il suo stoccaggio é più sicuro del gasolio, soprattutto per due motivi: ha un punto d’infiammabilità più alto e un’elevata biodegradabilità , cioé se disperso nell’ambiente si degrada quasi completamente in soli 28 giorni. La sua produzione consente, inoltre, notevoli riduzioni nelle emissioni di anidride carbonica (CO2) in quanto le piante per crescere effettuano la fotosintesi, un processo che comporta il rilascio di ossigeno e il consumo di CO2 atmosferica. Per tradurre in cifre, si calcola che per ogni litro di gasolio sostituito con biodiesel vengano emessi 2,1 kg di CO2 in meno nell’atmosfera. La produzione di biocarburanti contribuirebbe, quindi, a rispettare gli impegni assunti dal nostro governo alla conferenza di Kyoto.l’uso di prodotti agricoli a scopi non alimentari consente di creare nuove fonti di reddito e posti di lavoro nelle regioni rurali. Nel quadro della riforma della politica agricola comune (PAC), l’Unione europea ha stabilito che, per scongiurare il rischio di eccedenze produttive, a partire dal 2000 fino al 2006, una quota del 10% della superficie a seminativi deve essere messa a riposo. Una considerevole quantità di terreno che può essere impiegata nella produzione di colture non destinate all’alimentazione umana o animale. A tale scopo il provvedimento comunitario prevede anche dei contributi economici.

Si tratta di misure non ancora sufficienti ma che incoraggiano lo sviluppo della filiera. Il settore dei biocarburanti ha già suscitato l’interesse di molti produttori in diversi paesi dell’Unione. In Italia, la società Novaol, appartenente al gruppo Eridania (Montedison), é da tempo impegnata nella ricerca e produzione di biocarburanti conseguendo risultati di rilievo. Il suo impianto più produttivo é situato a Livorno dove, ogni anno, vengono prodotte circa 100.000 tonnellate di biodiesel che vengono impiegate in diverse città italiane per far muovere i mezzi pubblici e riscaldare case, scuole e uffici, con ottimi risultati. In Francia, già dal 1991, la compagnie petrolifere Elf e Total distribuiscono carburante contenente biodiesel fino a un massimo del 5%, allo scopo di migliorare la lubricity del gasolio desolforato.Senza intaccare le sue concrete possibilità applicative, bisogna precisare che il costo di produzione del biodiesel é circa tre volte superiore a quello del gasolio; per questa ragione, affinché il biodiesel possa rappresentare un’opportunità per gli agricoltori e gli industriali, sono necessarie ulteriori agevolazioni fiscali e incentivi da parte della regolamentazione italiana allo scopo di compensare i maggiori costi di produzione e competere con i prodotti di origine petrolchimica.

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